Le domande che ci fanno più spesso, con la risposta corta.
Risposte brevi e verificabili sui due obblighi che seguiamo, con i riferimenti agli articoli. Se una risposta ti serve per una discussione con un cliente o un fornitore, puoi copiarla così com’è.
Imballaggi · Reg. (UE) 2025/40
Chi deve firmare la dichiarazione di conformità di un imballaggio?
La firma il fabbricante dell'imballaggio, cioè chi vende il prodotto confezionato con il proprio marchio, non la vetreria o lo scatolificio. Lo stabiliscono gli artt. 3 e 21 del Regolamento (UE) 2025/40: è fabbricante chi progetta o fa progettare un imballaggio e lo immette sul mercato con il proprio nome o marchio.
I fornitori dei componenti rispondono dei loro materiali e devono fornire le informazioni ai sensi dell'art. 16, ma la dichiarazione dell'imballaggio finito è del titolare del marchio.
Da quando è obbligatoria la dichiarazione di conformità PPWR?
Dal 12 agosto 2026, senza periodo transitorio per gli imballaggi immessi sul mercato da quella data. Il Regolamento (UE) 2025/40 si applica direttamente in tutti gli Stati membri, senza bisogno di recepimento nazionale.
Quante dichiarazioni servono per una bottiglia di vino?
Una per ogni tipo di imballaggio, non una per componente. Una bottiglia con tappo, capsula ed etichette è un solo tipo primario e quindi una sola dichiarazione; il cartone da sei è un tipo secondario con la sua dichiarazione, il pallet un tipo terziario con la sua. Una cantina con tre formati, un astuccio e il cartone arriva tipicamente a otto o dieci dichiarazioni.
Cambiare un solo componente — per esempio la capsula da PVC a stagno — crea un tipo nuovo, con un fascicolo e una dichiarazione propri.
L'esenzione micro-imprese PPWR quando si applica davvero?
Solo se tutte e tre le condizioni sono vere insieme: meno di 10 dipendenti, fatturato o bilancio non oltre 2 milioni di euro contati su tutto il gruppo, e imballaggio progettato e prodotto da un fornitore stabilito nello stesso Stato membro. Un solo fornitore estero — un tappo portoghese, una capsula francese — fa decadere l'esenzione.
È l'errore più comune: molte imprese si considerano esenti guardando solo i numeri e ignorando la condizione sui fornitori.
Cosa deve contenere il fascicolo tecnico di un imballaggio?
L'Allegato VII del Regolamento (UE) 2025/40 chiede: descrizione generale dell'imballaggio, composizione dei materiali con i pesi, elenco delle norme applicate, prove ed evidenze dei fornitori sui limiti di sostanze, valutazione della riduzione al minimo di peso e volume, e la dichiarazione stessa. Va conservato 5 anni, 10 per gli imballaggi riutilizzabili.
Esiste una marcatura CE per gli imballaggi?
No. Il PPWR non prevede alcuna marcatura CE sugli imballaggi: prevede una dichiarazione UE di conformità e una documentazione tecnica conservate dal fabbricante. Chi propone una «certificazione CE dell'imballaggio» sta vendendo qualcosa che non esiste.
Dal 2028 arriverà invece un'etichettatura armonizzata sulla composizione dei materiali, che sostituirà progressivamente le codifiche nazionali.
Quali sono i limiti PPWR sui metalli pesanti e sui PFAS?
La somma di piombo, cadmio, mercurio e cromo esavalente non deve superare 100 mg/kg (100 ppm) nell'imballaggio, ai sensi dell'art. 5, par. 4. Per gli imballaggi a contatto con alimenti l'art. 5, par. 5, fissa limiti specifici per i PFAS. Le evidenze si ottengono dai fornitori dei componenti.
Macchine · Reg. (UE) 2023/1230
Da quando si applica il Regolamento Macchine (UE) 2023/1230?
Dal 20 gennaio 2027, quando sostituisce la Direttiva Macchine 2006/42/CE. Non c'è periodo transitorio per le macchine immesse sul mercato da quella data. Essendo un regolamento e non una direttiva, si applica uguale in tutta l'UE senza recepimento nazionale.
Un fascicolo tecnico conforme alla Direttiva Macchine vale anche per il nuovo regolamento?
No, non automaticamente. I contenuti richiesti sono elencati nell'Allegato IV del Regolamento (UE) 2023/1230 e non coincidono con quelli dell'Allegato VII della direttiva. Cambiano in particolare i requisiti su software che svolge funzioni di sicurezza, cybersicurezza e istruzioni in formato digitale.
Un fascicolo esistente e ben fatto resta un ottimo punto di partenza: va rimappato, non ricominciato da zero.
Quali sono le sanzioni per un fascicolo tecnico mancante in Italia?
Oggi si applica l'art. 15 del D.Lgs. 17/2010: da 2.000 a 12.000 euro per il fabbricante che, su richiesta dell'autorità di sorveglianza, non esibisce la documentazione tecnica, e da 4.000 a 24.000 euro per chi immette sul mercato una macchina non conforme ai requisiti essenziali. Il decreto italiano di adeguamento al Regolamento 2023/1230 non è ancora pubblicato.
Le istruzioni per l'uso possono essere solo digitali?
Sì, il Regolamento (UE) 2023/1230 consente di fornire le istruzioni in formato digitale, ma su richiesta dell'utilizzatore il fabbricante deve consegnarle anche su carta, senza costi aggiuntivi e senza ritardi. Le istruzioni devono restare accessibili per la vita attesa della macchina.
Quando una modifica rende una macchina «nuova» ai fini del regolamento?
Quando è una modifica sostanziale: un intervento non previsto dal fabbricante che crea un pericolo nuovo o aumenta un rischio esistente in modo significativo. In quel caso chi esegue la modifica diventa fabbricante della macchina modificata, con obbligo di nuova valutazione dei rischi, fascicolo tecnico e dichiarazione. Riguarda soprattutto chi ritrofitta o integra linee esistenti.
Chi firma la dichiarazione di conformità di una macchina?
Il fabbricante o il suo mandatario stabilito nell'Unione, e nessun consulente può firmarla al suo posto. Il fabbricante resta responsabile della conformità della macchina; i fornitori di documentazione e gli ingegneri della sicurezza preparano e sottoscrivono le parti di loro competenza, come la valutazione dei rischi.
Aggiornato al 4 settembre 2026. Servizio di raccolta dati e predisposizione documentale. Non costituisce consulenza legale. La dichiarazione è firmata dal legale rappresentante del fabbricante, che ne resta responsabile. Glossario dei termini →