Guide · 31/08/2026

Etichettatura ambientale italiana e PPWR: due obblighi diversi, non uno

Il D.Lgs. 116/2020 vi ha già fatto stampare codici materiale e istruzioni di smaltimento. Non copre il PPWR. Cosa resta, cosa arriva nel 2028 e cosa fare oggi.

Cosa avete già fatto

Dal 1° gennaio 2023 l'etichettatura ambientale obbligatoria in Italia impone la codifica del materiale (es. GL 70, FOR 50) e le indicazioni per la raccolta. Molte cantine e frantoi l'hanno affrontata con CONAI e la considerano «la pratica imballaggi». È un obbligo di etichetta, non di documentazione.

Cosa aggiunge il PPWR

Un fascicolo e una dichiarazione per tipo di imballaggio, con limiti su sostanze e prove dai fornitori. Nessun elemento dell'etichettatura ambientale italiana dimostra la conformità ai metalli pesanti o ai PFAS. I due obblighi convivono: l'etichetta sul prodotto, la dichiarazione in archivio.

Cosa cambia nel 2028

Le regole armonizzate di etichettatura PPWR (art. 12) sostituiranno progressivamente le codifiche nazionali con pittogrammi europei. Chi ha già il registro dei tipi di imballaggio aggiornerà le etichette da lì, tipo per tipo, invece di ricominciare.

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Servizio di raccolta dati e predisposizione documentale. Non costituisce consulenza legale. La dichiarazione è firmata dal legale rappresentante del fabbricante, che ne resta responsabile.

Etichettatura ambientale e PPWR | Fascicolo