Guide · 30/08/2026

PFAS negli imballaggi alimentari: cosa chiedere al fornitore

Dal 12 agosto 2026 gli imballaggi a contatto con alimenti devono rispettare i limiti PFAS dell'art. 5(5). Le domande esatte da fare a latte, tappi e cartoni.

Chi è toccato

Bottiglie e latte per olio, tappi e capsule a contatto, cartoni a contatto diretto con alimenti: per questi componenti il Regolamento fissa limiti specifici sui PFAS (sostanze perfluoroalchiliche), verificabili con rapporti di prova o dichiarazioni del produttore del materiale.

Il vetro in sé non è il problema; lo sono rivestimenti, guarnizioni, trattamenti antiaderenti e barriere nei materiali cellulosici.

Le domande da fare, testuali

1. Il componente è destinato al contatto con alimenti? 2. Contiene PFAS aggiunti intenzionalmente? 3. Potete fornire un rapporto di prova o una dichiarazione di conformità ai limiti dell'art. 5, par. 5, del Reg. (UE) 2025/40, con riferimento e data? 4. Quali rivestimenti, inchiostri o adesivi sono presenti e con quali schede?

Se il fornitore risponde «non abbiamo un certificato», chiedete la dichiarazione del produttore del materiale a monte: quasi sempre esiste.

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Verifica l'obbligo

Servizio di raccolta dati e predisposizione documentale. Non costituisce consulenza legale. La dichiarazione è firmata dal legale rappresentante del fabbricante, che ne resta responsabile.

PFAS imballaggi: cosa chiedere | Fascicolo